frutta nella dieta

Il ruolo della frutta nella tua dieta

La frutta è un contenitore di elementi molto importanti per la nostra salute.
Infatti è dotata di un’esigua quantità di calorie ed una bassissima dose di grassi; inoltre le vitamine (A, C, E e del gruppo B), i minerali (potassio, magnesio, ferro, calcio, manganese), l’acqua, gli antiossidanti e le fibre la rendono un cibo immancabile per un’alimentazione sana ed equilibrata, tanto che se ne consiglia un consumo medio di 2-4 porzioni al giorno da ripartire con le verdure.

Di recente, a seguito di alcuni studi scientifici, la linea di molti è quella di moderare il consumo di frutta per evitare squilibri del metabolismo ed aumento di peso.

Che la frutta faccia bene è un dato di fatto, ma quanto possa incidere sulla linea resta per molti un dilemma: vediamo quindi se la frutta fa ingrassare.

Mangiare troppa frutta fa ingrassare?

Una corretta alimentazione richiede il consumo quotidiano di frutta poiché contiene tanti elementi nutritivi, indispensabili per mantenere una buona salute, come ad esempio le vitamine e agli antiossidanti che aiutano a ridurre lo stress ossidativo, principale nemico della nostra salute.
Nonostante ciò, mangiare troppa frutta non fa sempre bene e può anche far ingrassare: il consumo eccessivo degli alimenti, per quanto possano essere sani, infatti, può dare controindicazioni.
Come sappiamo, la frutta è ricca di fruttosio e glucosio. Proprio il fruttosio è stato oggetto di studi e di pareri anche contrastanti in merito al suo metabolismo.
Il suo consumo prolungato nel tempo può facilitare il deposito di grasso viscerale e l’insorgenza di obesità e diabete, oltre che steatosi epatica, perché nel fegato non è convertito in glicogeno ma entra nei depositi lipidici, immagazzinandosi nelle riserve di tessuto adiposo. Il fruttosio a cui fanno riferimento i suddetti studi però è quello di uso industriale, ovvero quello aggiunto a molti alimenti confezionati. Nella frutta, invece, il fruttosio è sempre legato anche a fibre, vitamine, minerali e altri zuccheri: queste aiutano ad attenuare gli aspetti negativi derivanti dal suo metabolismo.
Quindi la frutta fa ingrassare? No, la frutta non fa ingrassare se mangiata nel modo giusto, anzi, molti frutti hanno un potere drenante e possono aiutare a contrastare la ritenzione idrica. L’importante è mangiarne due o tre porzioni durante la giornata, meglio se lontano dai pasti principali, e mai abbinata o in sostituzione ad altre fonti di glucidi quali pane, pasta e patate, per non aumentare la glicemia.
La frutta come spuntino a metà mattina o a merenda è u’ottima soluzione, soprattutto se assunta con la buccia.
Al contrario però, la frutta può fare ingrassare se si finisce col mangiarne troppa o soprattutto se si eccede con le porzioni di frutta secca.

I tipi di frutta migliore per chi è a dieta

La frutta migliore per non ingrassare è quella meno zuccherina e con una quantità calorica più contenuta. Questi parametri non sono gli unici da considerare visto che il grado di maturazione e la quantità di fibre hanno un peso importante sull’innalzamento della glicemia: un frutto poco maturo e più ricco di fibre determina un picco iperglicemico più basso.
Tutta la frutta va mangiate nelle giuste quantità, compresa quella più calorica o zuccherina come l’uva, il cachi e il cocco, che  va mangiata in porzione più ridotta.
Anche la frutta secca assume un ruolo importante nell’alimentazione essendo dotata di grassi “sani”(omega-3 e omega-6), proteine vegetali, micronutrienti, antiossidanti e fibre; noci, mandorle, arachidi e pistacchi sono buoni ma molto calorici ed anche in questo caso non bisogna esagerare con il loro consumo.
Cosa evitare? La frutta sciroppata ed i succhi di frutta in quanto sono più concentrati in termini di zuccheri.

Consiglio

La frutta è un alimento fondamentale per la nostra salute e, se il timore è quello di ingrassare, come sempre occorre fare attenzione alle quantità: non bisogna eccedere nel suo consumo ma assumerne 2-3 porzioni al giorno.
Infine, è molto importante variare il tipo di frutta consumata e sceglierla in base alla stagionalità.

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